21.02.2014

STATO DI AGITAZIONE ALLA TEKFOR-AMTEK

La Tekfor, dopo l’omologa del concordato preventivo e l’acquisto da parte degli indiani della Amtek ha, nei giorni scorsi, avviato una procedura di licenziamento per 97 dipendenti (degli attuali 908) di cui 37 nel sito di Avigliana e 60 nel sito di Villar Perosa.

Durante il primo incontro alll’Unione Industriale di Torino, il 13 febbraio, si è definita tra le parti la volontà di procedere senza soluzioni traumatiche: c’è però una grossa distanza sugli incentivi per acquisire il consenso dei lavoratori alla mobilità, un percorso che li porti alla pensione o per i lavoratori alla ricerca di altra occupazione. Nell’incontro fissato per il 25 febbraio si sarebbe dovuta proseguire la discussione.

Il 20 febbraio però l’azienda ha inviato a un centinaio di lavoratori la lettera di messa in cassa integrazione con tempistiche molto lunghe o addirittura senza data di rientro. Le lettere di cigs non sono giustificate, a nostro avviso, da ulteriore calo di volumi produttivi ma da una intimidazione aziendale verso i lavoratori volta a creare paura e a individuare, in modo non legittimo, quei lavoratori che l’azienda ritiene in esubero al di là della volontarietà e/o dai criteri stabiliti dalla legge. I lavoratori, nella giornata stessa dell’invio delle lettere di cigs, hanno effettuato un’ora di sciopero sia nello stabilimenti di Avigliana che nello stabilimenti di Villar Perosa.

Oltretutto, l'azienda continua a non dare risposte in merito alla presenza contemporanea di cassa integrazione e lavoro dato all’esterno (cosa di cui chiediamo agli organismi competenti di verificare la legittimità) e manifesta la non volontà di agire sulle disorganizzazioni aziendali che si scaricano sui lavoratori in termini di maggiore cassa integrazione. Inoltre i delegati denunciano che a fronte di un sempre maggiore sacrificio scaricato sui lavoratori i dirigenti responsabili di questa disorganizzazione continuano a mantenere i loro privilegi.

Marinella Baltera, della Fiom-Cgil, dichiara: «Abbiamo richiesto alla direzione aziendale di ritirare le lettere di cassa integrazione senza data di rientro e di non aumentare il ricorso a questo ammortizzatore sociale che non ha altro scopo che quello di creare paura e disorientamento tra i lavoratori, inoltre un simile atteggiamento pregiudica il proseguimento della trattativa e obbliga i lavoratori a mantenere lo stato di agitazione fino a quando non si modificherà l’atteggiamento aziendale».

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