19.02.2014

PROROGA DELLA CASSA ALLE PRESSE DI MIRAFIORI

Martedì 18 febbraio si è svolto, presso l'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, l'incontro per l'esame congiunto relativo alla proroga di 12 mesi della cassa integrazione straordinaria per i 730 lavoratori delle Presse di Mirafiori.

A differenza di quanto successo nelle precedenti occasioni, la Regione ha convocato tutte le parti, anche sindacali, per lo stesso giorno alla stessa ora, cioé in modo non separato. Le altre organizzazioni sindacali hanno però rifiutato di sedersi allo stesso tavolo della Fiom-Cgil.

L'azienda ha brevemente ribadito le ragioni per le quali è stata chiesta la cassa. La Fiom-Cgil ha quindi chiesto se in sede aziendale con le Rsa, escluse quelle della Fiom-Cgil, fosse già stato siglato un accordo e l'azienda ha confermato. A quel punto, la Fiom-Cgil ha stigmatizzato l'esclusione in azienda dei delegati della Fiom-Cgil e ha chiesto di poter visionare l'accordo per discuterlo: l'azienda, a questa richiesta, ha rifiutato.

A fronte dell'assoluta mancanza volontà di rendere partecipe la Fiom-Cgil di un eventuale accordo, non è stato possibile concludere positivamente l'esame congiunto.

Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, dichiara: «Avevamo apprezzato la novità della Regione di procedere a una convocazione non separata, purtroppo abbiamo dovuto registrare l'incomprensibile volontà degli altri sindacati non sedersi allo stesso tavolo con la Fiom-Cgil: si tratta di un comportamento inspiegabile visto che si parlava di cassa integrazione e non del contratto separato Fiat. È veramente incredibile che l'azienda non abbia ritenuto di farci vedere un accordo che in teoria dovrebbe essere conosciuto da tutti i lavoratori, tanto più a fronte di una richiesta in sede istituzionale; ed è a maggior ragione assurdo che abbia ribadito l'assoluta mancanza di volontà di ricercare un possibile accordo con la Fiom-Cgil, tanto più in presenza di un'intesa già siglata in sede aziendale escludendo i nostri delegati. Questo da un lato rende, a nostro giudizio, la procedura svoltasi in Regione non regolarmente conclusa e dall'altro dimostra che non è stata rispettata la pari dignità di tutte le organizzazioni sindacali, per altro ribadita dalla sentenza della Corte Costituzionale. L'esame congiunto di oggi è un'occasione persa, e non per nostra volontà».

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