25.02.2009

FIOM - Nasce lo sportello anitusura

I primi lavoratori arrivano venerdì. Tre. Non si incontreranno per tutelare al massimo la loro privacy. Saranno ricevuti dal nuovo sportello antiusura della Fiom, aperto in via Sagra di San Michele 31 per iscritti e non. Una iniziativa insolita per un sindacato, ma la crisi soffia e molti operai e impiegati non stanno più a galla; il rischio di finire nella rete dei cravattari è alto.
Già prima della recessione, in primavera, il segretario Fiom, Giorgio Airaudo lo aveva denunciato: «Davanti ai cancelli delle fabbriche girano più volantini delle finanziarie che del sindacato». E aveva aggiunto: «I salari sono troppo bassi, i lavoratori non ce la fanno a arrivare alla fine del mese, meno che meno a fronteggiare qualsiasi minima emergenza». E aveva aggiunto: «Ci sono aziende, anche molto importanti, dove il 60 per cento dei dipendenti è indebitata o con la cessione del quinto dello stipendio o con finanziarie».
Quell’allarme aveva colpito il giurista Gastone Cottino che da dieci anni è vicepresidente dell’associazione anti usura «La scialuppa» della Fondazione Crt. Ne ha parlato con il segretario Fiom ed è nata la sinergia: lo sportello sarà gestito dall’associazione che mette in campo le altissime competenze di dirigenti bancari in pensione. Un team che cerca di evitare il ricorso all’usura.
Airaudo spiega che «la crisi ha drammatizzato la situazione perché chi aveva fatto i suoi bilanci contando sui 1200 euro si ritrova con 800». E non basta: «Chi non riceve l’anticipo di cassa dalla propria azienda perché magari è in amministrazione straordinaria o è fallita prende 600 euro. E’ evidente che pagare un mutuo diventa un problema a volte irrisolvibile».
I delegati delle fabbriche segnalano che molti ricorrono alle finanziarie, spesso a due: la seconda per pagare la prima. E a un certo punto tutto salta. Però, come dice Airaudo - «esiste un pudore, un timore nel raccontare la propria storia; molti si vergognano a confessare di essere caduti nella trappola dell’usura». E dice: «Noi vogliamo che sia chiaro che le vittime hanno sempre ragione. Non c’è vergogna nell’essersi fatti ingannare».
Ma perché un sindacato deve farsi carico di un problema così? La risposta è semplice: «Il sindacato deve aiutare i lavoratori quando ne hanno bisogno. L’associazione è molto diversa da noi, ma ci unisce l’essere volontari. Chiedo alle associazioni imprenditoriali come l’Amma se non credono che sarebbe il caso di farle insieme queste cose? Se non sarebbe necessario avere uno sportello dentro le fabbriche».
Ernesto Ramojno è il presidente della onlus e ci crede: «Negli anni di attività abbiamo aiutato quasi 4 mila famiglie a uscire dai debiti. In più di 700 casi abbiamo garantito con fidejussioni, per un totale di quasi 11 milioni di euro, i loro debiti ricontrattando un tasso agevolato con le banche». E’ convinto che oggi la situazione sia peggiore «perché la crisi aggrava tutto; non sono solo gli operai a arrivare da noi, ma anche dirigenti e professionisti mandati fuori budget dal ritardo nei pagamenti». E amaramente constata che «continuano a esserci troppe finanziarie senza controllo».

(La Stampa, 25 febbraio 2009)

Antiusura

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    Immagine presa da ”La Stampa” del 25 febbraio 2009, pagina 61.